
Il mio percorso artistico nasce dal disegno come ricerca di precisione.
Ho dedicato il mio lavoro allo studio del ritratto iperrealistico, sviluppando una tecnica basata principalmente sul carboncino e sulla grafite. Ogni dettaglio, ogni luce, ogni sguardo rappresentava per me una sfida: non solo riprodurre fedelmente un volto, ma comprenderne la presenza, il carattere e l’identità.
Con il tempo ho compreso che la tecnica, pur essendo fondamentale, non poteva essere il punto di arrivo. L’iperrealismo è diventato il linguaggio attraverso cui iniziare a raccontare qualcosa di più profondo. Da semplice esercizio di rappresentazione, il ritratto si è trasformato in uno spazio di riflessione sulla fragilità, sulla memoria, sull’identità e sulle emozioni che abitano ogni persona.

Oggi la mia ricerca si muove oltre la fedeltà dell’immagine.
Cerco di creare opere che invitino l’osservatore a fermarsi, a interrogarsi e a riconoscere, dietro un volto, una storia. La luce, le ombre e gli elementi simbolici diventano parte integrante della narrazione, trasformando il disegno in un dialogo tra realtà e interiorità.Ogni progetto nasce da una domanda e dalla volontà di esplorare il rapporto tra ciò che appare e ciò che rimane nascosto. Per questo motivo il ritratto continua a essere il centro della mia ricerca: non come semplice rappresentazione della fisionomia, ma come luogo in cui esperienza, memoria e identità si incontrano.
Credo che l’arte abbia il compito di creare connessioni. Attraverso il disegno desidero restituire dignità alle emozioni, dare voce al silenzio e trasformare uno sguardo in un’esperienza capace di coinvolgere chi osserva.